Home Archivio news Fatti e misfatti. A proposito della cittadinanza a Beppino Englaro
Fatti e misfatti. A proposito della cittadinanza a Beppino Englaro PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Marzo 2009 01:00

Sono colpito, davvero colpito e addolorato da quello che leggo sui giornali all'indomani della concessione da parte del Comune di Firenze della cittadinanza onoraria a Beppino Englaro. Sono colpito, preoccupato, e abbattuto per tutto quello che vedo scritto. Mi colpisce la presa di posizione "politica" dell'Arcidiocesi di Firenze che per bocca del suo Arcivescovo  valuta, critica e giudica,  il comportamento dei partiti politici e in particolare della maggioranza di Palazzo Vecchio definendo: "pretestuoso, offensivo e distruttivo", il decreto con cui è stato deciso di concedere la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro. Mi preoccupa molto anche l'atteggiamento di certa politica che si vuole appropriare di un dramma personale ed umano per strumentalizzarlo a fini politici. Sono preoccupato e deluso,  perchè ovunque io volga lo sguardo su questo delicatissimo tema vedo solo fazioni contrapposte, gruppi in lotta, fanatismo, incitamento alla rivolta. Mancano indicazioni certe, mancano notizie sicure, mancano quasi completamente le informazioni per le persone che liberamente vogliono decidere sul proprio futuro sul tema della morte.  Una questione quella del testamento biologico in cui non è parteggiando per questo o quel partito, per questa o quella fazione, che si potrà riuscire a fare un buon servizio alla collettività.

Non è con l'inasprirsi della disputa, con i giudizi di parte, non è il ribattere colpo su colpo e nemmeno confondendo le acque che si potrà chiarire alle persone quali che siano i lori diritti. Questo, a mio avviso,  non ha nulla a che vedere con quello di cui stiamo parlando, che attiene invece alla libertà personale dell'individuo, garantita da quella serie di regole dettate nella costituzione italiana.  Io penso, semplicemente, che le persone debbano e possano decidere in piena autonomia su una questione così importante come è la morte.  Il dettato costituzionale su questi temi non attiene a posizioni politiche, e neppure detta criteri di orientamento religioso. O qualcuno pensa forse che i padri della Costituzione, i fondatori della Repubblica, nello scrivere la Carta  fossero faziosamente orientati dal proprio credo politico? Certamente ognuno sarà stato ispirato dalla propria ideologia, ma la carta costituzionale varata da quei saggi, non  è mai servita a fare politica,  bensì a dotare il paese di uno strumento fondante,  su cui costruire la Democrazia. Ebbene all'articolo 32 della carta costituzionale si afferma: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Ed è dunque questo  quello che io ritengo sia l'atteggiamento corretto nei confronti di questo spinoso problema. Informare le persone dei loro diritti, per garantire loro la libertà di poter decidere in piena autonomia.

Alfredo Zuppiroli

 

Alfredo Zuppiroli, è medico cardiologo, presidente della commissione di bioetica della Regione Toscana, e socio fondatore dell'associazione culturale Liberi di decidere.
Liberi di decidere nasce a Firenze per volontà di un gruppo di cittadini della cosiddetta società civile per rivendicare la propria autonomia e libertà sui temi della bioetica e in particolare sul testamento biologico.

 

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